| schedafoto | video | arti visive | dettagli | 
Muoio senza niente addosso
Indagine sulla vergogna.
Opere visive e performance con drammaturgia e musiche originali.
La nostra carne è un enigma che come enigma si esprime”.
Pier Paolo Pasolini

Solo agli animali sembra ancora concesso il privilegio di nascondersi quando stanno per morire. A noi tocca restare qui, con mille occhi addosso, agli sgoccioli di una festa che dura da secoli: la festa di un'umanità anch'essa agli sgoccioli. Un ossessivo, indefesso carnevale contemporaneo, dove i corpi - sminuzzati, amputati, usati, ricuciti - sempre e comunque esposti al pubblico, non hanno più niente da dare, a parte scontata epidermide.  Narcisi compulsivi allevati a desiderarsi sempre in mostra e a ogni costo vincenti, nel lavoro, nelle relazioni, nel sesso, pena l'onta della vergogna e l'esclusione da una nuova, ambigua forma di comunità. Dietro la maschera della tolleranza, germogliano in vero tabù enormi.
In un clima fra festino in vitro e zapping tv e usando l'iconografia medievale come filtro prediletto, giochiamo con questa nuova età buia, con le sue bellezze e le sue decadenze.
Radiografando i corpi fino all'osso, in questi anni in cui più si è consumati, nevrotici, sull'orlo del baratro, e più si festeggia, noi offriamo un banchetto in cerca dell'Osceno, dell'enigma della carne, ma senza scandalo, perché se ci sono corpi nudi, sono ormai cadaveri e, se c'è un atto di genuina svergognatezza, è ammettere che stiamo cadendo a pezzi.